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Le Stelline si fanno in quattro

Nel mese di settembre 2020 si è svolta l’attesa XXV edizione del convegno delle Stelline – Biblioteche e sviluppo sostenibile –, che non si era potuta tenere a marzo per motivi di sicurezza.

In molti hanno detto agli organizzatori “siete stati coraggiosi”. Non si riferivano soltanto alla scelta di realizzare in presenza una manifestazione di questo genere in un momento difficile, ma alla decisione di attivare contestualmente una piattaforma che permettesse di seguire il convegno da remoto.

L’esperienza complessa del convegno ibrido ha portato gli organizzatori a riflettere su quale fosse per le prossime edizioni la formula più adatta per raggiungere un pubblico più ampio. Si è così ritenuto, compatibilmente con le disposizioni governative e regionali, di riconfermare la scelta ibrida.

Ma c’è un’altra novità che caratterizzerà in modo ancor più significativo l’edizione 2021, il cui tema sarà La biblioteca piattaforma della conoscenza.

Si è infatti deciso di creare un percorso che permetta di giungere all’evento previsto per la fine di settembre al Palazzo delle Stelline di Milano (tradizionale appuntamento nazionale dei bibliotecari italiani) attraverso alcune tappe che toccheranno grandi città (Torino, Firenze, Napoli) dove si terranno tre convegni non meno importanti. Lo scopo è duplice: dare vita a ulteriori momenti qualificanti nel segno dello storico Convegno delle Stelline declinandoli con le realtà locali e favorire una partecipazione più ampia attraverso la modalità online o, qualora le condizioni lo permettessero, anche in presenza. In pratica un modo per avvicinarsi ulteriormente ai bibliotecari secondo una logica di convegno diffuso.

La situazione che le biblioteche hanno vissuto con il lockdown di primavera e con le limitazioni riproposte a novembre le ha fortemente provate, mettendo in discussione lo stesso rapporto con gli utenti e le comunità di riferimento, nonostante in molti casi abbiano reagito trasformando la contingenza negativa in un’opportunità per innovare e sperimentare soprattutto sul versante dei servizi digitali.

Resilienza appare la parola più adatta a questo contesto. Biblioteche resilienti, dunque, non solo perché sanno difendersi e cercano di rimettersi in piedi, ma anche perché nel farlo non si limitano a desiderare un ritorno al passato o alla “normalità” ma cercano di riprogettare il loro futuro, le loro strategie di servizio, la loro visione.

In questa ottica il Convegno delle Stelline 2021 si propone di approfondire il concetto di biblioteca come piattaforma della conoscenza, individuato come modello a cui ispirarsi – valido per ogni tipologia di biblioteca – e con cui confrontarsi per ripensare il servizio.

Non si tratta di affermare il primato degli aspetti tecnologici e l’uso unidimensionale del digitale, quanto piuttosto di pensare a un diverso modello di organizzazione e di fruizione culturale centrato sull’ approccio orizzontale e sull’integrazione dei servizi, anche se non potrà non risultare oggetto di specifico approfondimento l’apporto che per realizzare questo obiettivo può giocare il digitale.

Piattaforma significa aumentare l’interazione partecipativa delle biblioteche con le loro comunità e rafforzare la loro missione nella società. In altri termini la biblioteca viene a configurarsi come un hub della conoscenza basato sulle relazioni che consente a molteplici partecipanti di connettersi, interagire e creare un valore aggiunto. Questo è quello che ci fa dire che la sua natura è collaborativa e reticolare.

Le biblioteche, non solo come piattaforme tecnologiche ma come piattaforme sociali e “infrastrutture resilienti” che offrono gli spazi e gli strumenti per costruire comunità. La conoscenza è il risultato delle connessioni, delle reti, delle relazioni tra i membri della comunità e la piattaforma è il luogo in cui si incontrano, che diventa a sua volta nodo di conoscenza.

In questo quadro risultano inoltre fondamentali quei progetti che mirano a sviluppare una logica di rete e forme di integrazione tra le reti bibliotecarie e altre reti culturali.

Ognuno dei quattro convegni, oltre alle relazioni principali di carattere scientifico, con le quali sarà peraltro possibile interagire attraverso chat con interventi e domande, prevede uno svolgimento e un format innovativi e per certi aspetti originali. Da una parte sarà la main conference stessa a “produrre” workshop di approfondimento dei temi emersi, che non saranno concepiti come iniziative collaterali ma come parte integrante del convegno. Dall’altra, per rendere più “mosso” e meno frontale il palinsesto si sta lavorando a scenografie che prevedano ad esempio rapide incursioni in forma di video e interviste che documentino momenti della vita culturale e bibliotecaria ospitante. I programmi si rivolgeranno alle diverse tipologie di biblioteca e istituti culturali in modo trasversale, privilegiando i target e le problematiche espresse localmente, pur mantenendo un profilo nazionale e apporti internazionali, come nella tradizione del Convegno delle Stelline.

Il circuito prenderà il via a Torino il 25-26 febbraio per concludersi a Milano alla fine di settembre, facendo tappa a Napoli il 22-23 aprile e a Firenze in giugno.

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